Tipicità enogastronomiche venete

Sono numerosi i piatti tipici veneti che il ristorante De Mori propone alla sua clientela. Un’attenzione alla tradizione e un’occasione gustosa per divulgare e difendere antichi sapori e cultura

Il Baccalà alla vicentina

E’ un piatto tipico della cucina vicentina a base di stoccafizzo (merluzzo essiccato).

La ricetta è tramandata di generazione in generazione e quasi ogni famiglia utilizza una o più piccole varianti, in genere custodite gelosamente.

Il baccalà deve essere di eccellente qualità; Deve essere messo a bagno per tre giorni, in acqua corrente, perché si ammorbidisca, poi deve essere pestato e pulito, quindi infarinato e cotto a fuoco lentissimo con abbondante cipolla in un tegame di coccio, ricoperto di latte e olio in uguali quantità; viene servito con abbondante polenta gialla.

Sarde in saor

Si tratta di una ricetta molto antica, risalente al ‘300, nata dalle origini marinare di Venezia. Fu un’ invenzione dei pescatori che, costretti a stare molto tempo in mare, avevano l’esigenza di conservare più a lungo dei piatti di pesce. Fra gli ingredienti di questo piatto, oltre alle sardine, c’è anche la cipolla che nel passato rappresentava un efficace rimedio contro lo scorbuto. Può variare il liquido di conservazione e talvolta per ottenere un saor più leggero si usa vino bianco al posto dell’aceto. Le sarde in saor sono la golosità tipica della Festa del Redentore, che si svolge a Venezia, dalla fine del ‘500, la terza domenica di luglio di ogni anno.

Radicchio rosso di Treviso

Per secoli il radicchio è stato il cibo della povera gente. Ad un certo punto questa comunissima cicoria spontanea, quasi per incanto, sembra nel XVI secolo, in provincia di Treviso si trasformò, grazie a particolari tecniche (forzatura, imbiancatura, condizionamento), nel più pregiato e ricercato degli ortaggi che crescono nella fredda stagione.

Bigoi

I bigoli sono probabilmente la pasta più tradizionale del Veneto, un prodotto di tradizione contadina in uso fin dai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia. La leggenda vuole che nel 1604 un pastaio di Padova, detto “Abbondanza”, venne autorizzato dall’allora Consiglio del Comune a godere del brevetto di un macchinario per lavorare la pasta, usando frumento padovano. Il signor Abbondanza riuscì a produrre con questo macchinario anche vermicelli ed altri tipi di pasta lunga. La predilezione dei padovani cadde sui “bigoli” una sorta di spaghettoni, tutti tondi, divenuti appunto la pasta tipica veneta. Da quasi 30 anni si svolge a Zanè (VI), la sagra dei “bigoi co l’arna” cioè i bigoli con il sugo di anitra.

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